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Il diaframma, un amico dimenticato nel mondo digitale.

Di Eduardo Parra
Nella maggior parte delle fotocamere digitali abbiamo un'opzione che molte volte è sottovalutata o semplicemente ignorata. Nelle macchine fotografiche compatte a pellicola il 90% delle funzioni della macchina erano automatiche e non permettevano che giocassimo con quelle. Con l'arrivo del mondo digitale questo è cambiato e molte delle nuove macchine fotografiche ci offrono una gamma di possibilità, anche se a volte non sappiamo come arrivarci. Una delle chiavi per entrare in questo nuovo mondo si chiama diaframma.

Eduardo Parra, fotoreporter. La nostra nuova e meravigliosa macchina argentata splende brillante non appena la togliamo dalla scatola. Guardiamo, riguardiamo e tocchiamo tutti i pulsanti. Proviamo tutti i programmi e facciamo decine di foto. Le scarichiamo sul PC e traiamo le conclusioni. Qualcosa ci manca. Le nostre foto ancora non sono come quelle di un maestro. Probabilmente impiegheremo più di quello che ci arriverà leggendo queste righe nel diventare maestri, ma da qualcosa si deve pur iniziare. E proprio su questo siamo informati.

Come sappiamo (e se no, ne discutiamo adesso), il diaframma o, parlando con proprietà, l'apertura del diaframma, indica l'intensità di luce che arriva fino al CCD della macchina fotografica. Le aperture piccole corrispondono ad un numero -chiamato numero f- grande e le aperture grandi a un numero f piccolo. Per semplice logica, sappiamo che a maggiore apertura più luce incide sul CCD, ma attenzione quando userete le aperture maggiori della fotocamera è possibile che appaiono distorsioni nelle immagini a causa di aspetti puramente tecnici delle lenti. Lasciando questo da parte, il diaframma è associato al tempo di otturazione della fotocamera, in modo tale che in condizioni normali la variazione di uno di quelli implicherà una variazione "simile" all'altro, ma in senso contrario. Oltre che tutto ciò, parlare del diaframma permette di parlare di un altro concetto importante: la profondità di campo.

La profondità di campo si applica alle zone di nitidezza apparente dell'immagine. La denominiamo apparente perché l'unico punto nitido puro è quello in cui la fotocamera focalizza, e tanto dal davanti quanto dal di dietro di lui la nitidezza non sarà del 100%. In ogni caso, è possibile che stia così vicino da questa percentuale che a prima vista lo possa sembrare.

Anche se la profondità di campo viene determinata dal diaframma, il tipo di obiettivo e la distanza della fotocamera dal soggetto, ci concentreremo -in questa occasione- sugli effetti causati dal diaframma. Se lo apriamo -ricordiamo: numeri f maggiori-, riduce la profondità di campo, e se lo chiudiamo, aumenta.

La sfocatura, porta aperta alla creatività.

Una delle differenze che c'è tra i fotografi che "stanno a casa" e i fotografi innovatori è l'uso creativo della profondità di campo. I fotografi più principianti pensano che una foto è buona se tutto è nitido, in altro parole, che abbiamo profondità di campo dal primo piano fino all'infinito, indipendentemente del tipo di foto che stiamo facendo. Questa certezza può essere corretta in caso di paesaggi, per esempio, dove non c'è un piano che abbia una speciale rilevanza sugli altri.

f 6,3- 1/320 (priorità alla velocità), ISO 80
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1280x960 (276 KB)
Nei paesaggi non c'è nessun piano che prevale sugli altri. Dal primo all'ultimo termine tutto deve rimanere. Per evitare errori di profondità di campo, mettiamo a fuoco il punto più lontano che appare sul mirino. Inoltre, sempre che possiamo impiegare un treppiede perché utilizzando alti diaframmi avremo bisogno di tempi di otturazione relativamente lenti.

Invece, nei ritratti la profondità di campo e la sfocatura differenziano una foto con forza da una foto semplice. La migliore maniera -e molte volte l'unica- di attirare l'attenzione dello spettatore su un punto concreto è lasciare quel punto nitido e sfuocare tutto l'altro

f 3,6- 1/200 s (priorità all'apertura), ISO 80
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 960x1280 (283 KB)
Questa immagine è l'esempio più comune di ritratto. Lo sfondo non ci interessa per nulla, e per quello lo sfuochiamo, affinché l'attenzione vada interamente sul viso e niente ci distragga. Anche se è un effetto semplicissimo in condizioni di luce abbondante, come può essere in estate alle tre del pomeriggio, può darci velocità troppo rapide per la nostra macchina. Per attenuare un poco questo "effetto secondario", utilizziamo la ISO più bassa della fotocamera.

f 11- 1/20 s (priorità all'apertura), ISO 320
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1194x960 (286 KB)
Lo sfondo messo a fuoco o molto leggermente sfuocato permette di apprezzare i dettagli. Questi dettagli distraggono l'attenzione dal motivo principale e l'immagine nell'insieme rimarrà confusa e carente di forza. Questo errore è solito apparire impiegando il modo di priorità alla velocità o programma, dato che si seleziona una velocità relativamente lenta, 1/100 o 1/125 secondi, e ci dimentichiamo del diaframma. Quando avremo ritratti non dimenticate che tanto la velocità di otturazione quanto il diaframma hanno la stessa importanza.

Nelle fotocamere digitali questa sfocatura è molto più difficile da ottenere che in una macchina fotografica a pellicola, a causa delle considerazioni tecniche dovute alle dimensioni del CCD. Nonostante ciò, è necessario prendere coscienza che quella sfocatura esiste, per lieve che sia, dunque una mancanza di nitidezza nel piano principale, per minima che sia, manderà in malore l'immagine.

La migliore forma per impiegare con professionalità la sfocatura è usare la modalità manuale, anche se per iniziare sarà meglio che utilizziamo la priorità all'apertura. Questa modalità è semplice e pratica: a un'apertura che noi fissiamo, la fotocamera sceglie la migliore velocità di otturazione. Così, possiamo selezionare un diaframma molto aperto per sfuocare uno sfondo o dimenticarci di quello. Anche se sembra semplice, bisogna avere un occhio posto sulla velocità di otturazione, quindi se c'è carenza di luce la velocità può essere troppo lenta e se non ci rendiamo conto appariranno trepidazioni… e allora si rovina il tema.

Ma le grandi aperture non sono la fine del mondo, i diaframmi chiusi hanno anche la loro utilità. Ci permettono, per esempio, di ridurre l'intensità della luce che arriva fino al CCD, obbligando la macchina ad utilizzare velocità di otturazione lente per potere captare il movimento nella ripresa

f 8- 1/640 s (priorità all'apertura), ISO 80
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1280x960 (268 KB)
Impiegando un alto diaframma, potremo facilmente scattare una foto con messa a fuoco di un corpo che si avvicina o si allontana dalla fotocamera. "Mireremo" sul punto dove pensiamo che scatteremo e dopo aspetteremo che il corpo in questione raggiunga quel punto. Il vantaggio è che non dovremo rimettere a fuoco costantemente dato che avendo un'ampia profondità di campo avremo un margine più o meno vasto per ottenere nitidezza, come si vede in questo esempio, dove l'intero treno è messo a fuoco.

Inoltre, e continuando con la profondità di campo, i diaframmi chiusi ci daranno nitidezza in un'ampia zona dell'immagine. Questo c'è utile per le foto in cui nessun piano prevale sul resto, come può essere un paesaggio o una foto di un gran gruppo di persone. Ma nel caso fosse poco, un diaframma chiuso ci permetterà di fare con facilità riprese di soggetti che si avvicinano o si allontanano da noi. Ce la faremo perché anche se ritardiamo nello scattare dopo avere messo a fuoco e il soggetto abbia variato la sua posizione, ancora rimarrà (dipende da quanto sia chiuso il nostro diaframma) in zona di nitidezza. Il diaframma porta ad un mondo che a voi vi tocca scoprire. Avanti.

Eduardo Parra
Fotoreporter

Dance

Fast car -Tracy Chapman



You got a fast car
I want a ticket to anywhere
Maybe we make a deal
Maybe together we can get somewhere
Anyplace is better
Starting from zero got nothing to lose
Maybe we'll make something
But me myself I got nothing to prove


You got a fast car
And I got a plan to get us out of here
I been working at the convenience store
Managed to save just a little bit of money
We won't have to drive too far
Just 'cross the border and into the city
You and I can both get jobs
And finally see what it means to be living


You see my old man's got a problem
He live with the bottle that's the way it is
He says his body's too old for working
I say his body's too young to look like his
My mama went off and left him
She wanted more from life than he could give
I said somebody's got to take care of him
So I quit school and that's what I did


You got a fast car
But is it fast enough so we can fly away
We gotta make a decision
We leave tonight or live and die this way


I remember we were driving driving in your car
The speed so fast I felt like I was drunk
City lights lay out before us
And your arm felt nice wrapped 'round my shoulder
And I had a feeling that I belonged
And I had a feeling I could be someone, be someone, be someone


You got a fast car
And we go cruising to entertain ourselves
You still ain't got a job
And I work in a market as a checkout girl
I know things will get better
You'll find work and I'll get promoted
We'll move out of the shelter
Buy a big house and live in the suburbs


You got a fast car
And I got a job that pays all our bills
You stay out drinking late at the bar
See more of your friends than you do of your kids
I'd always hoped for better
Thought maybe together you and me would find it
I got no plans I ain't going nowhere
So take your fast car and keep on driving


You got a fast car
But is it fast enough so you can fly away
You gotta make a decision
You leave tonight or live and die this way

Hakuna Matata


Hakuna matata è una locuzione swahili, di uso estremamente comune in molte regioni dell'Africa meridionale e orientale (in particolare nella zona di Kenya e Tanzania). Significa letteralmente "qui non ci sono problemi"; può essere paragonato a molte altre espressioni analoghe diffuse in altre zone del mondo, a cominciare dal celebre no worries australiano.
wikipedia

Arte?

L'arte nei vari campi, ad esempio ecco l'arte di volare



http://www.linkinn.com/wiki_101.php?add=&id=1657&select=Web

Bruce Lee Speed Painting



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